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Il Partito della Nazione Occitana ha tenuto il suo Consiglio Nazionale semestrale il 6 e 7 novembre 2010 a Montauban.

italieErano presenti militanti provenienti da numerose regioni d’Occitania e militanti onorari catalani venuti soprattutto da Barcellona.
Il Partito della Nazione Occitana esiste da 50 anni.
Perchè parlare di nazione a proposito dell’Occitania ? Perchè il suo fondatore, François Fontan pensava che è l’esistenza di una lingua a determinare l’esistenza di una nazione. Esiste una lingua occitana articolata in diversi dialetti dunque esiste una nazione occitana.
Ne deriva che la Francia è uno stato plurinazionale composto dalle nazioni francese, bretone, basca, catalana, occitana, corsa, olandese (Fiandre) e tedesca (Alsazia e Lorena). Ma se la lingua occitana è riconosciuta dopo la legge Deixonne del 1951 e fa parte del patrimonio della Francia come riconosciuto dalla Costituzione francese, l’Occitania, che comprende il terzo meridionale dello Stato francese, la Val d’Aran dello Stato spagnolo e le valli alpine occitane del Piemonte in Italia, non ha finora ottenuto alcun riconoscimento ufficiale nella Repubblica francese.
Al contrario, la Val d’Aran gode di uno statuto d’autonomia in seno della Generalità di Catalogna inclusa nello Stato spagnolo e l’occitano è lingua ufficiale assieme allo spagnolo e al catalano.
Il Partito della Nazione Occitana ha per obiettivo l’emancipazione graduale della nazione occitana.
La prima tappa passerà per un considerevole rafforzamento dei poteri delle regioni occitane in Francia. Esse devono cioè avere il potere di esigere tributi come quelle spagnole e di raggrupparsi per lavorare insieme e abbandonare le rivalità dannose che fanno il gioco del centralismo parigino (per esempio quelle fra Bordeaux e Tolosa). Considerato che una riforma territoriale è in vista in Francia, il Partito della Nazione Occitana si pronuncia per la soppressione dei dipartimenti, la loro sostituzione con i territori storici e la creazione di nuove collettività per i Catalani dei Pirenei occidentali e i Baschi dei Pirenei atlantici.
La seconda tappa passerà per l'autonomia dell'Occitania “francese” nel quadro di una Repubblica francese federale.
La terza tappa, a lungo termine, che può sembrare un'utopia ma che è invece realizzabile, sarà la riunificazione dell'Occitania oggi divisa tra Spagna, francia e Italia, e la creazione di una Repubblica federale occitana e dunque di uno Stato occitano, mentro dell'Unione europea e dell'ONU.
Ci iscriviamo dunque in questa grande corrente d'emancipazione in Europa, a fianco dei Baschi, dei Catalani, degli Scozzesi e dei Fiamminghi del Belgio.
Secondo il Partito della Nazione Occitana questi obiettivi non potranno essere raggiunti che per via democratica e pacifica, il che implica per i suoi militanti di presentarsi ogni volta sia possibile alle elezioni, da soli o preferibilmente in alleanza con altre forze occitane indipendenti dai partiti politici francesi, in modo da conquistare il potere nelle regioni occitane.
Nell'immediato il Partito della Nazione Occitana raccomanda alle regioni occitane di lanciare delle politiche linguistiche coraggiose in favore dell'occitano e di sostenere e promuovere l'economia delle nostre regioni.
Il PNO sostiene il sistema delle classi bilingue nel Sistema Scolastisco Nazionale e l'insegnamento dell'occitano nelle scuole dette « calandretas » che debbono essere integrate nel servizio scolastisco pubblico.
Non sembrando il governo attuale per nulla disposto a mantenere la sua promessa di far votare entro due anni dal Parlamento una legge sulle lingue regionali, il Partito della Nazione Occitana sostiene gli sforzi dei parlamentari di tutti gli schieramenti che tentano di presentare all'Assemblea Nazionale un progetto di legge sulle lingue regionali.
Il Partito della Nazione Occitana saluta l'iniziativa del Parlamento catalano di Barcellona che ha reso l'occitano della Val d'Aran lingua ufficiale per l'intera Catalogna, ma denuncia le manovre delle forze centraliste di Madrid, in particolare la Corte costituzionale spagnola che rimette in causa aspetti fondamentali del nuovo statuto d'autonomia votato dal Parlamento di Barcellona e che indirettamente minaccia le conquiste ottenute dalla Val d'Aran.
Il Partito della Nazione Occitana si felicita per la gigantesca manifestazione di Barcellona del luglio scorso per l'autodeterminazione della Catalogna così come del successo delle consultazioni popolari organizzate nei comuni catalani che hanno mostrato che a livello di massa i Catalani vogliono l'indipendenza.
Quello che il Partito della Nazione Occitana sostiene per l'Occitania e la Catalogna, lo richiede egualmente per tutte le nazioni senza Stato del mondo.

Partito della Nazione Occitana
8 novembre 2010
Philippe Bonnet, presidente
F - 31440 Marignac (Occitanie) +33 6 81 37 81 14
philippe.bonnet89@wanadoo.fr

 

traduzione :  Giorgio Amico

Tag(s) : #Comunicato ( Ita )